17 Maggio 2017

Meglio utilizzare un termometro, Un Pirometro Ottico “Termometro ad infrarossi” o una Termocamera!

Scelta impegnativa!!! Certo si tratta di tre tipologie di strumentazione che effettuano “tutte”  la misurazione della temperatura…ma in modo completamente diverso e con funzionalità differenti

Quali sono le differenze sostanziali che possono determinare la scelta dell’articolo più appropriato.

  • Il fattore applicazione
  • Il fattore tempo
  • Il costo

Il fattore applicazione, chiaramente, è il punto più importante perché determina la scelta del prodotto più appropriato in funzione alle proprie esigenze. Perciò, per fare questa valutazione abbiamo bisogno di sapere le caratteristiche offerte dai vari articoli proposti. Il fattore Tempo e il costo sono certamente da considerare, ma vengono considerati solo dopo aver valutato attentamente la congruenza con l’applicazione.

Vediamo le principali caratteristiche che descrivono in modo pratico i 3 diversi articoli e possono darci lo spunto per la scelta più corretta

Il termometro a termocoppia

 

Il termometro classico riferendoci all’articolo più diffuso nell’industria, formato da un apparecchio digitale visualizzatore  e una termocoppia (Spesso anche sonde PT-100) che può essere scelta tra diversi modelli a seconda delle esigenze (per contatto, per aria, per liquidi e semisolidi e in varie forme e dimensioni).

Vediamone le caratteristiche principali:

  • Necessità di avere un contatto dell’elemento sensibile della sonda con il materiale (solido o liquido) per leggere la temperatura, non è possibile leggere a distanza
  • Strumento in grado di rilevare anche la temperatura dell’aria e/o gas che per le altre due categorie risulta impossibile
  • Trattandosi di un principio di lettura basato sulla reazione tra materiali con scambio di temperatura (nel caso di Termocoppie, una giunzione di due materiali conduttori elettrici differenti a seconda della tipologia di termocoppia, rame-costantana “tipo T”, ferro-costantana “tipo J”, nickel cromo-nickel alluminio “tipo K”) è necessario attendere qualche secondo per ottenere una lettura stabile e precisa.(5/6sec. Di media)
  • La misurazione viene effettuata in un unico punto dove viene posizionata termocoppia
  • E’ in grado di apprezzare differenze di linearità di 0,5/1°C (esistono versioni che utilizzano sonde PT100/PT1000 in grado di rilevare temperatura con range inferiori ma risoluzioni anche di 0,01°C)
  • Offre una maggiore percezione nella lettura del risultato da parte dell’utente, grazie ovviamente al sistema meccanico utilizzato con l’appoggio o l’immersione diretta della sonda di misura.
  • Consente di misurare i liquidi/semisolidi anche in profondità scegliendo la termocoppia adeguata disponibile in diverse lunghezze

Il pirometro ottico o termometro ad infrarossi

 

 

Questo strumento sfrutta la tecnologia di misurazione della temperatura ad infrarossi, ossia, per spiegarlo in modo sbrigativo, attraverso una lente viene catturata l’energia infrarossa emessa da un corpo caldo per poi trasformarla in un segnale elettrico e visualizzata successivamente sul display sotto forma di temperatura…tutto questo in meno di un secondo. Alcuni accorgimenti sono però alla base della scelta di questo articolo per non incorrere in un utilizzo inappropriato. Vediamone le caratteristiche principali:

  • Semplice, veloce e e pratico da utilizzare
  • Indicazione del valore di temperatura velocissimo, circa. 1/2 sec.
  • Non consente la rilevazione della temperatura dell’aria ma solamente di una superficie, nel caso di un liquido o semisolido si rileva la temperatura superficiale e non in profondità
  • Consente la misurazione di un oggetto/superficie a distanza. Chiaramente si deve tener conto per il target e la precisione del rapporto D:S (Distanza: Spot, cioè la distanza dall’oggetto in rapporto alle dimensioni dell’area misurata). Più le lenti sono di qualità migliore, più il target aumenta e di conseguenza anche la precisione in funzione alla distanza di misura. Le versioni economiche, di solito, hanno dei rapporti di misura D:S di 8:1, significa che a 80cm avremo una lettura della media di temperatura all’interno di un’area del diametro di 10cm, a 1,60mt di 20cm e cosi via. Fattore molto importante per definire la qualità del prodotto acquistato.
  • Non consente la misurazione di corpi riflettenti, ossia le superfici che riflettono e perciò rendono difficile la lettura da parte di strumenti che adottano questa tecnologia di misura. Questa problematica può essere in parte risolta utilizzando articoli che consentono di variare l’indice di “emissività “ (da 0,10 a 1,00. Nella mia esperienza posso sostenere che questo accorgimento può aumentare la precisione solamente in alcuni casi, ma nella maggior parte rimane sempre complicato riuscire ad ottenere una lettura ripetibile e precisa in condizioni di riflessione (vedi ad esempio nel caso di matalli lucidati a specchio o l’alluminio). Un consiglio utile potrebbe essere quello di provvedere a mascherare la superficie sporcandola con vernice nera opaca o applicare del nastro dove possibile.

La Termocamera

 

 

Certamente, dei tre articoli, si tratta del prodotto più completo e performante che raccoglie tutte le caratteristiche necessarie per eseguire una misura di temperatura in svariate applicazioni e con il massimo del risultato qualitativo, chiaramente rispettando le condizioni di utilizzo di questo oggetto peraltro abbastanza delicato. Vediamone i pregi e difetti:

  • La termocamera utilizza la tecnologia di misurazione ad infrarosso come per il semplice pirometro ottico, ad eccezione che, in base alla risoluzione, offre un ampio range di lettura… Mi spiego meglio, se noi prendiamo una termocamera con risoluzione classica di 160x120 pixel, significa che quando puntiamo l’oggetto verso un’area di misura visualizzata sul display, avremo ben 19.200 pixel equivalenti a 19.200 punti di misura orientati su quell’area. Questo, chiaramente, ci consente di fare una misurazione molto precisa con una analisi dettagliata dei diversi punti all’interno dell’area che si presenta ai nostri occhi come un’immagine reale suddivisa in diversi colori che contraddistinguono i diversi campi di temperatura. Questo può risultare fondamentale in svariati campi di applicazione come nel settore dell’edilizia per la valutazione dell’efficienza energetica, nel campo elettrico e meccanico per un controllo di possibili guasti, atriti o malfunzionamenti e nei vari settori per la prevenzione dei rischi.
  • Come per il pirometro ottico, vale la regola della riflessione, perciò risulta complesso effettuare rilevazioni su corpi riflettenti senza dovuti accorgimenti.
  • L’indicazione della temperatura è pressochè immediata con un aggiornamento molto veloce
  • Per valutare la qualità del prodotto è necessario basarsi principalmente su due fattori, sulla risoluzione e sulla frequenza…senza però sottovalutare anche altri parametri come l’ampiezza del display, le funzioni di misura offerte e la robustezza e affidabilità dell’articolo affidandosi a personale qualificato.
  • Per la risoluzione, consideriamo una regola semplice, più è elevata, più l’immagine sarà dettagliata...vale la regola delle TV-color, dove la risoluzione (pixel) determina la qualità dell’immagine. Una Termocamera con una risoluzione di 380x280 pixel (equivalente a 106.400 pixel) consente di visualizzare oggetti di piccole dimensioni a distanze considerevoli, molto utile anche in campo edile per la visualizzazione delle facciate di immobili, strutture molto ampie dove si cerca minuscole dispersioni di temperatura. Se invece vogliamo impiegarla nel campo della manutenzione, esempio per valutare quadri elettrici o surriscaldamento di pompe e motori, è sufficiente anche una risoluzione di 80x80 pixel.
  • Un’altro punto di valutazione è la frequenza, sempre analogo all’esempio del TV-color, anche se nella termocamera le immagini sono spesso statiche (ferme) e la frequenza può essere un elemento meno importante, mentre nel TV-color le immagini sono in forte movimento e l’aggiornamento deve essere molto più veloce. Spieghiamo che il fattore “Frequenza” indica la velocità di aggiornamento dell’immagine. Perciò nel caso ci sia la necessità di verificare oggetti in movimento, si consiglia di valutare articoli che offrono una frequenza di 50Hz.
  • Punto cruciale…il costo. Questo articolo è sicuramente il più costoso tra i tre e, la base di partenza per una soluzione ottimale è all’incirca di 1.000/1.500,00 €

A questo punto spero che queste possano essere delle buone basi di valutazione per la scelta dell’articolo più adatto alle proprie esigenze

 

 

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