Pesi ieri e oggi, parliamo sempre della stessa cosa! Nulla è cambiato nel loro utilizzo principale, essere il riferimento per il controllo e la calibrazione delle bilance e altri sistemi di pesatura. Il fattore che non conosciamo molto è la scelta del peso di calibrazione adeguato al nostro sistema di pesatura.
Controllo sì, ma giusto!
La norma OIML R111:2004 riconosciuta a livello internazionale suddivide gerarchicamente i pesi di calibrazione in classi di appartenenza regolate dal limite d’errore, dove “E1” rappresenta la classe più precisa in assoluto e “M3” quella meno precisa. La tabella sottostante indica i limiti di errore definiti dalla norma OIML R111:2004 in tutte le classi di riferimento E1, E2, F1, F2, M1, M2, M3 in relazione al valore nominale del peso di calibrazione.
Alcune informazioni utili
Aspetti essenziali della norma OIML R111:2004
L‘OIML (“Organisation Internationale de Metrologie Legale”) è l’organismo che ha fissato in modo meticoloso i requisiti tecnici di misurazione per i pesi con obbligo di omologazione in circa 100 stati. Le grandezze di riferimento oggetto della raccomandazione OIML:R111 (edizione 2004) sui pesi vanno da 1mg – 5000kg. Sui quali vengono ricavate le informazioni relative alla precisione, al profilo geometrico, al materiale, alla denominazione e alla conservazione.
Limiti di errore per pesi di classi E1 a M3
Le classi di limite di errore sono classificate in modo rigidamente gerarchico nel rapporto di 1:3, dove E1 è la classe più precisa in assoluto e M3 la classe di pesi meno precisa. Per un controllo reciproco di pesi, la classe di prova giusta è sempre quella immediatamente superiore.
Classi di limite di errore (= tolleranze)
I valori indicati nella tabella sottostante (tolleranze ± ... mg) sono le tolleranze di fabbricazione ammesse. Corrispondono all‘incertezza di misura del peso, qualora non sia disponibile un certificato Primario LAT Accredia o equivalente.
Valore di pesata convenzionale
La spinta aerostatica che influisce nel peso di calibrazione rendendolo apparentemente più leggero rappresenta certamente un fattore spinoso. Per escludere l‘eventualità di questa “alterazione” nell‘utilizzo quotidiano, si interviene sulla base delle condizioni standard fissate nella R111: Densità di materiale dei pesi 8000kg/m3, densità atmosferica 1,2 kg/m3 e temperatura di misura 20°C.
Scelta di Pesi di calibrazione per la Vostra bilancia
La selezione corretta del peso per la calibrazione di una bilancia è fondamentale, una scelta sbagliata andrebbe ad incidere negativamente sul corretto aggiustamento e la corretta calibrazione. Come trovare il peso di calibrazione idoneo per la vostra bilancia?
Partiamo dal presupposto che una bilancia non può mai avere una precisione maggiore di quella del peso di calibrazione usato per il suo aggiustamento. Generalmente deve avere una tolleranza uguale, o meglio ancora, maggiore rispetto alla divisione (risoluzione) della bilancia.
Il primo fattore che deve essere tenuto in considerazione è il “Valore nominale del peso”. Questo dato viene indicato direttamente sul display della bilancia quando si entra nella funzione di calibrazione “CAL”.
Una volta individuato il Valore nominale del peso si procede con la scelta della classe di riferimento in base al valore di tolleranza “TOL“ delle singole classi (riferimento alla colonna di “Tol ± mg” dei limiti d‘errore da E1 a M3.
Facciamo un esempio pratico!
- Bilancia di precisione con portata massima 2000g e divisione [d] = 0,01g = 10mg.
- Valore nominale del peso di calibrazione indicato nella funzione “CAL” di 2000gr (2kg)
- La scelta del peso andrà fatta tenendo in considerazione i due fattori, peso 2kg e precisione (tolleranza di 2000gLa precisione (tolleranza) ±10mg. Che corrisponde alla risoluzione minima della bilancia sottoposta a calibrazione.
- Facendo riferimento alla tabella (OIML R111:2004) il peso di calibrazione idoneo fa riferimento alla classe F1
Una considerazione Importante:
Non sottovalutare la presenza del certificato di calibrazione LAT Accredia, Dakks, Ukas o ecquivalente, in special modo se si tratta dell’utilizzo all’interno di un’organizzazione certificata ISO dove esiste l’esigenza di avere tutti i processi interni tracciabili e la strumentazione di misura e controllo certificata da organismi riconosciuti.
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