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L’analisi della combustione delle caldaie o meglio l’analisi dei fumi caldaia (o bruciatore) è una componente fondamentale di un processo con l’obbiettivo di aumentare la sicurezza e l’efficienza della caldaia stessa, e nello stesso tempo diminuire l’inquinamento riducendone le emissioni.
Quali sono i vantaggi di effettuare un controllo periodico dei fumi di combustione della caldaia?
Una corretta analisi dei fumi delle caldaia abbinati ad una regolare gestione della manutenzione e pulizia consentono
- di raggiungere un ottimo grado di qualità della combustione
- aumentare la durata della caldaia
- miglioramento delle condizioni ambientali
- maggiore efficienza dell'impianto con conseguente riduzione dei costi
Qual è lo strumento che permette una corretta analisi della combustione?
Inquinare meno e operare in regime di sicurezza significa monitorare in modo preciso i valori di ossigeno (O2), monossido di carbonio (CO) con calcolo del CO2 (biossido di carbonio), del tiraggio e del nerofumo. Questi parametri possono essere ricavati o calcolati per mezzo di uno strumento specifico per l’analisi della combustione chiamato “Analizzatore di combustione” o meglio “Analizzatore fumi caldaia”
L'analizzatore di combustione risponde a qualsiasi esigenza degli operatori che devono effettuare, in modo semplice ed immediato, le analisi di combustione in conformità alla UNI10389-1. Tali apparecchiature consentono di eseguire diverse rilevazioni come:
- Prova tenuta impianti gas (per nuovi impianti UNI7129 ed impianti esistenti UNI11137/2)
- La misura della temperatura differenziale
- La misura della pressione del gas
- la misura del tiraggio in conformità alla norma UNI10845
- Calcolo del rendimento UNI10389-1 per caldaie a condensazione
- Rilevazione dei valori di CO2 e CO in ambienti chiusi
Approfondiamo alcuni aspetti normativi relativi al controllo degli impianti termici
Il percorso normativo e legislativo Italiano riguardante l’efficienza degli impianti termici civili e industriali parte dalla legge 10 del 1990 seguita da numerose norme e leggi successive che regolano gli aspetti legati a:
- Intervallo della verifica dell’impianto termico che possono essere differenti a seconda della regione
- Limiti di accettabilità in funzione della potenzialità e della data di installazione dell’impianto;
- responsabilità e sanzioni da applicare in caso di non conformità
L’allegato A al D.P.R. 37/2014 definisce a livello nazionale l’intervallo massimo consentito alle regioni per l’applicazione del controllo dell’efficienza energetica degli impianti di riscaldamento con potenza termica nominale superiore a 10kW. Diverse regioni come ad esempio la Lombardia, il Veneto e il Piemonte impongono frequenze di verifica più ristrette e limiti di potenza più ampi
L'Allegato B al vigente D.P.R. 37/2013, definisci i limiti di accettabilità prevedendo che il rendimento di combustione, rilevato alla massima potenza termica effettiva della caldaia durante il normale funzionamento non risulti inferiore a tali limiti che sono stati costruiti in base alla potenza, al periodo di installazione, al carburante utilizzato e dal tipo di caldaia.
La norma UNI 10389, aggiornata nel 2009, sancisce tutti gli aspetti tecnici e operativi per effettuare la misurazione del rendimento di combustione su caldaie con potenza termica nominale superiore a 4kW.
Quali sono i principali controlli previsti?
- La misurazione del rendimento di combustione; Calcolo del rendimento di combustione considerando il contributo termico fornito dal recupero di calore nelle caldaie a condensazione
- La misurazione della concentrazione di CO (monossido di carbonio) nella combustione
- La misurazione dell'indice di fumosità (per le sole caldaie alimentate con combustibili liquidi).
- Definizione di 1 anno per la periodicità di taratura degli strumenti di misura utilizzati.


