17 Luglio 2023

Guida sui CND-NDT, metodi e apparecchiature

Sicurezza, affidabilità, uniformità, efficienza, è di questo che si tratta e ciò che rappresentano tutti gli esami CND. Un Tecnico esperto di qualsiasi azienda o struttura dev'essere in grado di comprendere le situazioni e, dove necessario, effettuare le scelte corrette adottando le giuste misure o affidarsi ad una figura competente nei  CND in possesso dei requisiti idonei alle proprie funzioni.

La scelta del metodo e la conoscenza delle apparecchiature idonee in base alle differenti applicazioni è senza dubbio il fattore più importante, prove effettuate in modo improprio, con strumenti sbagliati o senza rispettare le numerose regole e norme di riferimento possono generare problemi di sicurezza, danni, ritardi e mal funzionamenti che si possono evitare mediante un controllo idoneo nel giusto contesto al momento opportuno.

ASME (American Society of Mechanical Engineers) è una delle istituzioni più importanti in materia e numerosi sono gli standard normativi internazionali che riguardano i CND, tanto è che viene dedicata una intera sezione “ASME-V” che rappresenta il punto di riferimento per molti esperti CND anche in Italia

CND, cosa sono e dove si utilizzano

I Controlli Non Distruttivi “CND”, o “NDT” (Non Destructive Testing) nella lingua anglosassone, sono una serie di esami, prove e rilievi che vengono eseguiti allo scopo di verificare e valutare le condizioni di accettabilità di un materiale, una lavorazione o di un manufatto. La caratteristica principale dei CND consiste nel fatto che tutti i metodi non richiedono la distruzione o modifica dei campioni sottoposti ad esame senza alterare in alcun modo il materiale.

La ricerca del “Difetto”               

La ricerca e identificazione dei difetti è la prerogativa dell’utilizzo dei controlli non distruttivi tenendo presente che ogni acquisizione e identificazione in qualsiasi processo produttivo o di verifica strutturale va fatto e condotto da personale qualificato in grado di eseguire e valutare con precisione tutte le fasi di controllo in relazione al metodo CND utilizzato.

Con il termine “Difetto” si racchiude tutta una lista di anomalie nel materiale che possono creare una situazione di possibile rottura o cedimento di qualsiasi struttura o manufatto. Possiamo parlare di difetti con cause metallurgiche o derivanti da qualsiasi tipo di lavorazione tra cui possiamo citare tutte le fasi di fusione o saldatura dove questa tipologia di verifiche trova una importante applicazione.

Una delle fasi più salienti è l’identificazione della natura del difetto e questo è possibile attraverso le differenti tecniche di esame scelte in funzione alla tipologia di controllo che deve essere eseguita sempre da personale istruito e competente in materia in grado di valutare con attenzione i risultati ottenuti, specie nelle verifiche con CND atti ad un controllo di difetti sub-superficiali e interni (RT/UT/MT).

CND sulle saldature

Uno degli ambiti più importanti di intervento dei metodi di controllo CND è senza dubbio il mondo della saldatura dove ci sono diverse normative di riferimento internazionali che regolano e impongono la verifica strutturale per mezzo dei CND, possiamo citare la UNI EN 12062 (regole generali sull’utilizzo e applicazione dei CND) o la UNI EN 1090 che riguarda la certificazione obbligatoria per tutti i produttori di componenti strutturali in acciaio e alluminio.

Quali sono i metodi CND più diffusi?

Tutti questi controlli hanno in comune il campo di applicazione, ma si differenziano in due categorie:

  • Metodi di verifica superficiali
  • Metodi di verifica volumetrici

Nella prima categoria di CND si racchiudono tutti gli esami (VT-PT-MT-UV) in grado di identificare difetti superficiali affioranti (VT-PT-UV) e sub-superficiali solo con il metodo magnetoscopico (MT).

Nella seconda categoria (UT-RT) invece, è possibile identificare difetti e discontinuità su tutto il volume sia in superficie che in profondità.

L’esame visivo (VT) è l’unico metodo che consente una valutazione delle geometrie e condizioni strutturali del particolare e delle saldature in conformità alle specifiche progettuali.


Guida sui CND “Controlli non distruttivi”, scelta dei metodi e dei sistemi per il controllo difetti sui materiali e sulle saldature

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