17 Marzo 2023

Magnetoscopia: Metodo CND , come funziona e a cosa serve

I controlli non distruttivi “CND” sono rappresentati da una serie di esami di differente tipologia e caratteristiche che non danneggiano né modificano le strutture sottoposte a verifica. Hanno una funzione importantissima in svariati settori e campi di applicazione industriale perché consentono di controllare e qualificare qualsiasi struttura più o meno complessa analizzandone l’integrità del materiale e delle saldature nel rispetto di criteri predeterminati.

I principali sono essenzialmente:

Come funziona il metodo CND di controllo magnetoscopico?

L’esame Magnetoscopico denominato con l’acronimo MPI o MT è uno dei metodi CND (controlli non distruttivi) utilizzato per la verifica dell’integrità di un materiale o di una saldatura. Attraverso il principio legato al magnetismo sfrutta le proprietà dei materiali ferromagnetici in grado di trasmettere il flusso magnetico.

Questo sistema permette di rilevare la presenza di discontinuità superficiali e sub superficiali sui campioni esaminati in modo veloce e preciso mediante la magnetizzazione della zona di interesse attraverso l’impiego di speciali strumentazioni, il Magnetoscopio portatile o carrellato a puntali. In corrispondenza del difetto si crea una zona superficiale di flusso magnetico “disperso” che attrae le particelle magnetiche e crea un addensamento delle stesse identificando con precisione la presenza di eventuali cricche, crepe, imperfezioni o altro.

La tecnica di controllo MT è molto efficace ed è ampiamente utilizzata per il controllo nelle saldature e in svariate strutture nei differenti campi di applicazione, i prodotti impiegati per la rilevazione sono generalmente delle polveri magnetiche a secco con differenti granulometrie e colori in funzione all’applicazione richiesta, oppure con liquidi magnetici generalmente spray di colore nero che sfruttano una lacca di contrasto bianca in caso di rilevazioni su superfici scure.

Il metodo di prova consiste in 4 semplici passaggi

  1. Effettuare una pulizia preliminare, dove possibile, per pezzo e della superficie esaminata. Eliminare eventuali incrostazioni o presenza di contaminanti o sporcizia.
  2. Effettuare la magnetizzazione dell’area in esame con l'utilizzo di un Magnetoscopio, il campo magnetico subirà delle variazioni nei punti dove sono presenti delle discontinuità creando una zona superficiale di flusso magnetico “disperso” che attrae le particelle magnetiche
  3. Spruzzare la polvere magnetica a secco o il liquido magnetico nero sulla superficie e osservare il comportamento.
  4. Nel caso di presenza di difetti superficiali o sub-superficiali si noterà una maggiore concentrazione con l’addensamento del prodotto in corrispondenza degli stessi identificandone la natura in modo visivo.

IMPORTANTE! Il metodo di controllo “MT” ha un limite in quanto è applicabile ai soli materiali metallici ferrosi (magnetici) e di conseguenza non è adatto a tutti gli altri materiali metallici non ferrosi (amagnetici) e anche una parte dei ferrosi (acciai austenitici).

Esame CND: Combinazione Magnetoscopia e Fluorescenza

Esiste anche una soluzione che sfrutta la combinazione tra magnetoscopia e fluorescenza in grado di aumentare le prestazioni abbinando il principio di verifica a raggi UV con l’utilizzo di uno speciale Faretto di Wood in grado di amplificare la sensibilità dell’esame. In questo caso si impiegano dei particolari liquidi magnetico fluorescenti che vanno spruzzati sulla superficie magnetizzata e successivamente illuminati con una lampada di Wood dotata di uno speciale filtro colore nero al cadmio in conformità agli standard ASTM E3022 e di una intensità di irradiamento UVA conforme ai requisiti richiesti per questa tipologia di esame.

Alcune norme di riferimento internazionali che descrivono il metodo di verifica MT e le apparecchiature da utilizzare

  • ISO 17638; ISO 9934-1; ASTM E 709; ASTM E1444/E1444M;

La saldatura e la norma EN 1090

Apriamo una parentesi per la norma UNI EN1090, una certificazione obbligatoria riconosciuta a livello internazionale che definisce i requisiti di prodotti da costruzione e componenti strutturali in acciaio e alluminio a prescindere dalla loro forma e tipologia (travi, ponti, edifici, piastre, pilastri, archi, telai e altro ancora) disciplinandone l’emissione nel mercato. Tutte le aziende produttrici di materiali e strutture da costruzione in acciaio e metallo devono avere questa certificazione per poter operare all’interno dell’unione europea.

La saldatura rappresenta una componente molto importante all’interno di questa norma che ne definisce con precisione  tutti i parametri da rispettare sia in merito alla preparazione e qualifica del personale coinvolto nei procedimenti di lavorazione e di supervisione che nei requisiti relativi alle prove di saldatura, che devono essere eseguite per verificare la qualità della saldatura e garantire la conformità alla norma stessa attraverso dei controlli non distruttivi, che includono anche il metodo magnetoscopico “MT” ( EN 1290 Non-destructive examination of welds – Magnetic particle examination of welds )


Guida sui CND “Controlli non distruttivi”, scelta dei metodi e dei sistemi per il controllo difetti sui materiali e sulle saldature

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